Cosa respiriamo davvero durante una calima a Tenerife?

Cosa respiriamo davvero durante una calima a Tenerife?

La piattaforma meteorologica Meteored, spiega che la calemia non è semplicemente sabbia innocua proveniente dal Sahara. Si tratta invece di particelle microscopiche sospese nell'aria, note come PM10 e PM2.5, classificazioni delle loro dimensioni in micron.

Più piccole sono le particelle, più in profondità possono penetrare nell'apparato respiratorio. Le particelle più fini possono raggiungere i bronchi, i bronchioli e persino gli alveoli polmonari.

Molto più che semplice polvere

Queste nubi di polvere possono trasportare non solo particelle minerali. Secondo Del Caño, possono trasportare anche metalli come ferro, alluminio e manganese, nonché spore fungine e batteri, alcuni dei quali rimangono vitali anche dopo aver percorso migliaia di chilometri.

Durante il loro percorso, le particelle possono anche assorbire inquinanti chimici, soprattutto quando la polvere del deserto si mescola con l'inquinamento atmosferico urbano. La calima di per sé non crea questi contaminanti, ma può concentrarli e ridistribuirli, peggiorando la qualità dell'aria.

Finora quest'anno le Isole Canarie hanno già subito un forte episodio di calimà, che ha spinto il governo regionale a emettere un'allerta preventiva, mentre l'agenzia meteorologica nazionale spagnola (Aemet) ha emesso un'allerta meteo gialla.

Effetti sulla salute durante gli eventi di calemia

Durante gli episodi di calima, i professionisti sanitari riscontrano spesso un aumento delle consultazioni, in particolare per patologie respiratorie come asma, bronchite e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).

Le particelle sottili possono irritare le vie respiratorie e provocare broncocostrizione, soprattutto nelle persone asmatiche. Nei pazienti affetti da BPCO, gli esperti avvertono che la calima può causare gravi riacutizzazioni aumentando l'infiammazione polmonare e riducendo la capacità respiratoria.

Alcune delle particelle più piccole possono addirittura entrare nel flusso sanguigno, causando potenzialmente un'infiammazione sistemica. Ciò può aumentare i rischi cardiovascolari nei soggetti vulnerabili.

Le ricerche citate nell'articolo suggeriscono che eventi di calimà intensi siano stati collegati a un aumento dei tassi di infarto, al peggioramento dell'insufficienza cardiaca e a un incremento dei ricoveri ospedalieri per problemi cardiovascolari. Tuttavia, gli esperti sottolineano che il calimà non causa direttamente infarti, ma può agire come fattore scatenante in persone con patologie preesistenti.

Sintomi comuni che le persone riscontrano

In condizioni di elevata polverosità, molti residenti e visitatori segnalano sintomi quali:

  • Prurito o lacrimazione agli occhi
  • Secchezza e sincronizzazione
  • Mal di gola
  • tosse secca

Sebbene questi sintomi possano assomigliare a quelli delle allergie, Del Caño spiega che la reazione è solitamente causata da un'irritazione piuttosto che dal polline.

La polvere in sé non è polline, ma può peggiorare le allergie respiratorie preesistenti, stressando ulteriormente le vie aeree già sensibili.

Gli effetti sulla pelle sono generalmente lievi, sebbene le persone con dermatite o pelle sensibile non possano subire un peggioramento dei sintomi.


I microbi presenti nella calimeria sono pericolosi?

Un mito diffuso è che la calima porta con sé un gran numero di agenti patogeni pericolosi.

Sebbene la polvere del deserto possa trasportare funghi e batteri, Del Caño afferma che la maggior parte di questi microrganismi sono di origine ambientale e rappresentano un rischio minimo per la popolazione in generale. La principale preoccupazione è che possano contribuire all'infiammazione e aggravare condizioni di salute preesistenti, piuttosto che causare infezioni diffuse.

Precauzioni sensibili

Gli esperti consigliano di controllare gli indici di qualità dell'aria durante gli episodi di calemia e di limitare l'esposizione all'aperto quando i livelli di polvere sono elevati.

Sebbene la calemia non sia innocua, gli specialisti sottolineano che non dovrebbe essere considerato un evento catastrofico, a patto che vengano prese le dovute precauzioni.

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