l rifugio internazionale per animali di Los Realejos, che quest'anno celebra il suo 50° anniversario, rappresenta un rifugio vitale per cani di tutte le taglie e razze. Situato accanto al suggestivo laghetto di La Cruz Santa, il rifugio si è evoluto notevolmente da quando si è trasferito da Puerto de la Cruz a La Orotava quasi dieci anni fa. L'acquisizione dell'attuale sede segna un nuovo capitolo, consentendo al rifugio maggiore autonomia nella cura dei cani provenienti da tutta la regione.
Noemí García, volontaria da 16 anni, descrive il rifugio come la sua seconda casa. Lei e gli altri volontari lavorano instancabilmente per prendersi cura degli animali, affermando: "Il rifugio è il nostro rifugio. Dedichiamo la nostra vita a prenderci cura dei cani e a proteggerli, e loro, a loro volta, cambiano le nostre vite".
Il processo di preparazione di un cane all'adozione inizia non appena arriva al rifugio. I volontari rispondono tempestivamente alle chiamate di soccorso utilizzando un furgone Renault Kangoo grigio per trasportare i cani abbandonati o maltrattati. Ogni nuovo arrivato riceve cure veterinarie, sverminazione e un periodo di quarantena di dieci-quindici giorni.
Attualmente, il rifugio ospita 54 cani, ma questo numero varia. Solo a luglio, 40 cani sono entrati nel rifugio, ma 30 hanno trovato una nuova famiglia, a dimostrazione del ciclo continuo di salvataggi e adozioni, che Noemí descrive come equilibrato.
Nonostante la dedizione di chi si occupa di questi animali, Noemí lamenta il crescente numero di casi di abbandono e maltrattamento, notando che la situazione è peggiorata nel corso degli anni. Osserva inoltre che la negligenza non è sempre legata a difficoltà economiche; anche le persone benestanti a volte abbandonano i cani, disfandosi di loro quando diventano un peso.
In molti casi, i cambiamenti nella sistemazione abitativa portano all'abbandono, con i cani lasciati al rifugio come se fosse una soluzione temporanea per le vacanze dei loro padroni. Noemí sottolinea che molti cani subiscono maltrattamenti anche in case con giardino, dove i proprietari credono erroneamente che il solo spazio sia sufficiente a soddisfare le loro esigenze.
In attesa di adozione, i cani spesso devono affrontare problemi di salute. Il rifugio ha riscontrato un aumento dei parassiti, con conseguente impennata delle spese veterinarie. Secondo il governo delle Isole Canarie, questi parassiti non solo colpiscono i cani, ma possono rappresentare un rischio per la salute umana.
I visitatori del rifugio possono vedere cani felici che scodinzolano, ma dietro quel sorriso si cela una storia di attesa e speranza. La missione del rifugio non è quella di essere una casa definitiva, ma uno spazio di transizione per i cani finché non trovano la loro famiglia per sempre. "Questa non è la loro casa; è il luogo dove aspettano di trovarla", conclude Noemí.