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Il rifugio per cani di Ravelo sommerso dai debiti rischia la chiusura

Il rifugio per cani di Ravelo sommerso dai debiti rischia la chiusura

Yaharia Thovar è di nuovo disperata. La proprietaria del canile Ravelo (organizzazione per la protezione degli animali Adepac Canarias) a El Sauzal, nel nord di Tenerife, lotta da anni per portare avanti il suo progetto, che mira a dare una vita dignitosa ai tanti cani abbandonati. Tuttavia, dopo un 2024 e un 2025 particolarmente difficili, affronta l'inizio di questo nuovo anno con più problemi e paure che mai. Il Consiglio Insulare di Tenerife non ha ancora versato la sua quota dell'accordo firmato e lei ritiene che l'intenzione di mettere a gara la gestione di queste strutture, che appartengono alla Corporazione Insulare, verrà finalmente realizzata.

La proprietaria del canile descrive la situazione come disperata, temendo che l'iter amministrativo di una gara d'appalto o di un'offerta possa protrarsi fino a metà anno, lasciandola potenzialmente nella situazione attuale entro l'estate. Tuttavia, è convinta che senza il sostegno finanziario dell'isola non sarà più in grado di sopravvivere. Sottolinea che i suoi dipendenti non sono stati pagati l'ultimo mese, e che sono riusciti a raccogliere circa 7.000 euro tramite una campagna di raccolta fondi online, ma che il solo costo degli stipendi ammonta a circa 15.000 euro al mese. A questo si aggiungono le spese di gestione di uno dei più grandi canili delle Isole Canarie, che, sottolinea costantemente, rispetta scrupolosamente tutte le normative veterinarie, sanitarie e amministrative.

Come in precedenti occasioni, Yaharia sta rivolgendo un altro disperato appello al Consiglio dell'Isola, pur sottolineando che una simile mossa violerebbe l'accordo esistente. Pertanto, non è del tutto convinta che il pagamento possa essere sospeso durante la gara d'appalto, dato che un accordo del genere li sta spingendo sull'orlo della chiusura. Per questo motivo, auspica una rivalutazione e che, se la gara d'appalto venisse infine confermata, si possa procedere con una situazione gestibile che dia priorità ai cani, ai lavoratori e al progetto nel suo complesso. 

Alla fine del 2024, la proprietaria ha lanciato lo stesso SOS, che alla fine ha dato i suoi frutti, permettendole di continuare per tutto il 2025, seppur non senza continue difficoltà. Sebbene avesse iniziato ad Arona, dando libero sfogo alla sua passione per l'assistenza ai cani, si è poi trasferita a Los Ángeles (a El Sauzal) e, da quasi 24 anni, a Ravelo (nella parte alta di questo comune settentrionale). Non ha mai avuto figli propri e, come ha sempre sottolineato il suo compagno Juan, ne ha avuti in realtà migliaia: le migliaia di cani che ha accudito e, nella stragrande maggioranza dei casi, salvato da una morte prematura e ingiusta (non ne ha mai soppresso nessuno). Nel corso degli anni, ha affidato in media 200 cani a numerose famiglie per l'adozione, ma gli abbandoni continuano e il rifugio è sempre pieno.

Le difficoltà finanziarie del rifugio sono facilmente spiegabili. Sebbene riceva un sussidio annuo di 250.000 euro dal Consiglio dell'Isola (anche se teme di non riceverlo quest'anno), una cifra che ha mantenuto fin dalla precedente amministrazione (prima era molto più bassa: 94.000 euro), le sue spese medie annuali raggiungono circa 500.000 euro (e continuano a crescere). Nonostante le ingenti somme che riesce a raccogliere da privati e altre organizzazioni (tra 100.000 e 150.000 euro), Yaharia non raggiunge mai tale importo totale, accumulando così debiti anno dopo anno. La differenza questa volta, rispetto alle difficoltà precedenti, è che vede la fine sempre più vicina e non sa come resistere fino a quest'estate, supponendo che la concessione venga finalmente assegnata e, in tal caso, a chi verrà assegnata.

Nonostante i tentativi del giornale  canariasahora, la versione del Consiglio dell'isola di Tenerife non è stata fornita.

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