Metà dei canari considera l'idea di lasciare l'arcipelago

Metà dei canari considera l'idea di lasciare l'arcipelago

Affitti salati, poche prospettive professionali e trasporti inaffidabili spingono quasi il 50% della popolazione delle Canarie a valutare un trasferimento. Dati ufficiali confermano un disagio in crescita.

Secondo un’inchiesta pubblicata da La Provincia, quasi una persona su due nelle Isole Canarie valuta l’idea di trasferirsi in un’altra comunità autonoma spagnola. Un fenomeno che va oltre la mera statistica: è l’indicatore di un disagio sistemico che affonda le radici nella crisi abitativa, nella precarietà del mercato del lavoro e nelle difficoltà infrastrutturali.

Crisi abitativa e caro-affitti
Il Piano di Edilizia Abitativa delle Canarie 2020‑2025 evidenzia come oltre il 30% delle famiglie viva in affitto, spesso a costi più alti della media nazionale. Nel contempo, migliaia di immobili restano vuoti o in cattivo stato, rendendo l’accesso a una casa dignitosa una sfida continua.

Precarietà lavorativa e scarso sviluppo professionale

L’economia regionale delle Canarie è fortemente dipendente dal turismo e dalla stagionalità. Secondo i dati della Encuesta de Hábitos y Confianza Socioeconómica dell’ISTAC, molti residenti, in particolare giovani qualificati, percepiscono scarse opportunità di crescita professionale e guardano alla penisola o ad altre regioni come via di fuga.

Un’economia che non trattiene

Secondo l’Instituto Canario de Estadística (ISTAC), attraverso la Encuesta de Hábitos y Confianza Socioeconómica, la fiducia nel futuro è scesa ai minimi storici.
L’arcipelago dipende dal turismo, un settore che genera lavoro stagionale ma poco stabile. Gli under 35 qualificati guardano alla penisola come unica via per crescere professionalmente.

Isolamento geografico e costi della mobilità

Il modulo speciale del 2025 dedicato alla mobilità interinsulare e verso la Spagna continentale rileva che i costi elevati e la frequenza irregolare dei collegamenti contribuiscono a rafforzare il senso di isolamento tra gli abitanti delle isole. Il mare, storicamente ponte, diventa barriera. L'indagine non suggerisce un flusso migratorio massiccio in corso, ma delinea una tendenza che merita attenzione.
Le istituzioni locali sono chiamate a rispondere con politiche capaci di invertire la rotta: edilizia pubblica, diversificazione economica e trasporti efficaci.

 L'indagine non suggerisce un flusso migratorio massiccio in corso, ma delinea una tendenza che merita attenzione.
Le istituzioni locali sono chiamate a rispondere con politiche capaci di invertire la rotta: edilizia pubblica, diversificazione economica e trasporti efficaci.


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