L'Añaza, l'hotel incompiuto e abbandonato sulla costa del quartiere sud-occidentale di Santa Cruz de Tenerife, è stato nuovamente preso di mira da intrusi illegali nonostante i recenti rinforzi in materia di sicurezza. Nelle ultime 24 ore, almeno quattro persone sono riuscite a entrare nell'edificio, la cui demolizione è ancora in fase amministrativa, mentre il Comune cerca di prevenire ulteriori rischi per la pubblica incolumità.
Secondo fonti di polizia, il primo episodio si è verificato sabato, quando agenti locali hanno sorpreso tre minorenni all'interno dell'edificio, noto anche come "l'edificio della morte". I ragazzi erano entrati per fare graffiti e sono stati individuati durante un'operazione di sorveglianza, venendo costretti ad abbandonare la struttura, considerata ad alto rischio a causa del suo stato di degrado. Gli agenti hanno richiesto la presenza dei genitori.
Particolarmente significativo è stato l'episodio avvenuto domenica mattina presto, quando i vicini hanno segnalato un altro tentativo di effrazione. Un uomo di 46 anni è riuscito a raggiungere il tetto del palazzo di 22 piani. Non era solo, ma accompagnato dal fratello, la cui presenza è stata fondamentale per convincerlo a desistere. Entrambi i fratelli vivono nella zona. Mezz'ora dopo la segnalazione dei vicini, agenti di polizia e un'ambulanza sono giunti sul posto e hanno trasportato l'uomo in un centro medico per accertamenti, sebbene non per lesioni fisiche.
Un problema ricorrente
Questi furti con scasso nella mostruosità di Añaza si sono verificati poche settimane dopo che il Consiglio Comunale aveva rafforzato la sicurezza dell'edificio a seguito di diversi incidenti recenti. Alla fine di gennaio, circolavano già segnalazioni di turisti stranieri che si erano arrampicati fino all'ultimo piano per scattare fotografie, nonostante i cartelli di "pericolo estremo" e l'installazione di nuove recinzioni e reti metalliche. Gli stessi visitatori giustificavano la loro presenza affermando che l'edificio appariva online come un'attrazione turistica.
Una storia tragica
L'edificio ha una lunga storia di gravi incidenti. Lo scorso dicembre, una ragazza di 13 anni è morta dopo essere caduta all'interno, portando ad almeno quattro il numero di vittime in questo edificio abbandonato, che si erge da oltre mezzo secolo. Da anni, i residenti chiedono una soluzione definitiva alla continua presenza di curiosi e giovani che accedono al sito nonostante l'evidente pericolo.
La strada verso la demolizione
Nel frattempo, il Consiglio Comunale di Santa Cruz continua a esaminare il complesso dossier di demolizione. L'Assessorato all'Urbanistica del Comune ha avviato la procedura di esproprio dell'edificio, il cui terreno appartiene a circa 900 proprietari, per lo più stranieri, che non riceveranno alcun indennizzo, poiché il terreno non ha potenziale edificabile e la sua demolizione è motivata da ragioni di sicurezza pubblica.
Ulteriori misure di protezione
Parallelamente, il Comune sta attuando nuove misure preventive, tra cui la rimozione dei punti di accesso al sentiero adiacente, la demolizione delle scale interne su diversi piani, la riparazione della recinzione perimetrale e l'installazione di grate sulle aperture accessibili in facciata. Questi lavori, del valore di oltre 112.000 euro, mirano a ridurre al minimo gli accessi non autorizzati durante la fase finale della demolizione, in corso da oltre otto anni.