Nello specifico, la corte ha accolto un ricorso che contesta il cosiddetto "principio dell'operatore unico", una norma di lunga data che limita gli affitti turistici individuali all'interno di complessi turistici gestiti da un unico agente di locazione, noto come società di sfruttamento.
Sebbene non sia stata ancora emessa alcuna sentenza, la decisione di esaminare il caso è significativa. La Corte Suprema ricorre ad accettarsi, solo quando si ritiene che abbia una più ampia rilevanza giuridica e che possano conservare un gran numero di casi analoghi.
Il punto cruciale della questione è stabilire se il divieto di affitti turistici privati in complessi con gestione centralizzata sia una regolamentazione giustificata o una restrizione illegittima alla libera offerta di servizi ai sensi del diritto spagnolo ed europeo.
Le motivazioni alla base della sfida
Il caso trae origine da una controversia a Playa del Inglés, Gran Canaria, dove un proprietario di un immobile è stato impedito di continuare ad affittare il proprio appartamento come casa vacanze.
Le autorità hanno stabilito che l'immobile faceva parte di un complesso turistico gestito da un'unica società, il che significa che l'attività di affitto individuale non era consentita dalle normative vigenti.
Le precedenti sentenze dei tribunali delle Isole Canarie hanno avallato questa posizione, sostenendo che la norma contribuisce a mantenere gli standard, a professionalizzare il settore ea tutelare i consumatori.
Il ricorso sostiene ora che tali restrizioni potrebbero non soddisfare i requisiti legali di necessità e proporzionalità previsti dal diritto dell'UE, in particolare dalla Direttiva europea sui servizi e dalla legislazione spagnola sull'unità del mercato.
La Corte Suprema valuterà ora se l'approccio delle Isole Canarie rappresenta una forma legittima di regolamentazione o un ostacolo ingiustificato al libero mercato.
Si prevede un impatto più ampio
I giudici hanno riconosciuto che l'esito potrebbe avere ripercussioni su un gran numero di proprietari immobiliari in tutte le isole, in particolare nei complessi turistici dove attualmente un unico gestore controlla tutte le attività ricettive.
Il caso mette in luce una tensione più ampia tra due modelli contrapposti:
- Il sistema delle Isole Canarie, che privilegia una gestione del turismo regolamentata e professionale.
- Il quadro europeo favorisce la libera concorrenza e minori restrizioni
Sebbene l'accettazione del caso non modifichi le norme vigenti, segna la prima volta da anni che i fondamenti del modello turistico delle Isole Canarie vengono esaminati al più alto livello giudiziario.
Nei prossimi mesi è attesa una sentenza definitiva che potrebbe ridefinire i limiti entro cui le autorità regionali possono regolamentare gli affitti turistici senza entrare in conflitto con il diritto europeo.