Attualmente, più di un terzo di tutte le case vendute nelle Isole Canarie viene acquistato da stranieri non residenti, mentre i prezzi degli immobili sono aumentati di oltre il 50% nell'ultimo decennio.
La misura fa parte di un pacchetto più ampio presentato dal Ministero degli Affari Esteri per essere incluso nella prossima revisione delle norme UE che disciplinano le regioni ultraperiferiche dell'Unione (RUP), che comprendono territori appartenenti a Francia, Portogallo e Spagna riconosciuti per i loro svantaggi geografici.
Il governo delle Isole Canarie si era già rivolto alla Commissione Europea con una richiesta separata, chiedendo di poter vietare o limitare gli acquisti da parte di acquirenti stranieri non residenti. Il presidente Fernando Clavijo si è recato a Bruxelles per presentare dati che dimostrano che un immobile su quattro venduto nelle isole va a cittadini stranieri, sostenendo che il territorio frammentato e limitato dell'arcipelago esacerba le pressioni del mercato sui residenti locali.
La Spagna ha pubblicamente sostenuto l'iniziativa del governo delle Canarie lo scorso novembre e ha ora presentato a Bruxelles una proposta più ampia. Secondo il Ministro delle Politiche Territoriali Ángel Víctor Torres, l'obiettivo è chiaro: "Proponiamo meccanismi legislativi per limitare l'acquisizione di immobili nelle regioni ultraperiferiche a uso non residenziale, in modo che i prezzi possano scendere e i giovani e i gruppi vulnerabili possano accedere all'alloggio".
Il contributo della Spagna al dibattito sulla futura regolamentazione del RUP si estende a diversi ambiti critici per le Isole Canarie: agricoltura, migrazione e aiuti di Stato.
In materia di migrazione, Madrid chiede un quadro UE che consenta la ridistribuzione dei minori non accompagnati e il trasferimento dei migranti dalle regioni ultraperiferiche all'Europa continentale, per evitare la loro concentrazione in territori come le Isole Canarie.
Nel 2025, le isole hanno accolto circa 6.000 minori non accompagnati su piccole imbarcazioni, ora trasferiti in altre regioni spagnole in seguito alle riforme della legge spagnola sull'immigrazione.
La Spagna chiede inoltre maggiore flessibilità per l'approvazione degli aiuti di Stato nelle regioni ultraperiferiche, senza limiti di settore, di importo o di tempi, a condizione che non venga compromessa la coesione interna dell'UE.
Infine, Madrid ha incoraggiato l'UE a utilizzare i territori RUP come un "banco di prova" controllato per approcci legislativi innovativi, semplificando le procedure e riducendo gli oneri amministrativi prima che tali misure vengano estese all'intera Unione.