In Canaria nuova regola: 12 anni di residenza per case popolari

In Canaria nuova regola: 12 anni di residenza per case popolari

Il regolamento, che sostituisce anche le lotterie casuali per l'assegnazione degli alloggi con un sistema basato su criteri socio-economici, mira a dare priorità ai residenti di lunga data nell'assegnazione degli alloggi protetti, piuttosto che a coloro che si sono trasferiti di recente.

Tuttavia, le associazioni per l'edilizia abitativa e i sindacati degli inquilini sostengono che la norma potrebbe essere discriminatoria e in conflitto con i diritti costituzionali.

Le associazioni per l'edilizia abitativa chiedono che il decreto venga abrogato.

Organizzazioni tra cui il Sindicato de Inquilinas de Tenerife, il Sindicato de Inquilinas de Fuerteventura e la piattaforma Derecho al Techo hanno chiesto l'immediata abrogazione del decreto.

Sostengono che il requisito di residenza potrebbe violare i diritti sanciti dagli Statuti delle Isole Canarie, dalla Costituzione spagnola e dai quadri giuridici europei.

Secondo questi gruppi, richiedere una residenza di oltre dieci anni potrebbe compromettere la parità di accesso agli alloggi e colpire in modo sproporzionato i residenti vulnerabili che vivono nelle isole da meno tempo.

Hanno inoltre criticato l'annuncio delle nuove assegnazioni di alloggi, sostenendo che alcune delle case menzionate "in realtà non esistono", e hanno avvertito che la norma rischia di scaricare la crisi abitativa su gruppi già vulnerabili.

I sostenitori affermano che le isole rappresentano un caso speciale.

Altri esperti ritengono che tale requisito rifletta le particolari circostanze delle Isole Canarie.

Raúl Alonso, avvocato e rappresentante dell'Organización de Consumidores y Usuarios di Tenerife, sostiene che la norma è ragionevole date le risorse limitate delle isole.

Afferma che il provvedimento mira a impedire alle persone di trasferirsi nell'arcipelago e di fare immediatamente domanda per alloggi sovvenzionati.

"Siamo un territorio piccolo e le questioni demografiche non possono essere trattate allo stesso modo che nella Spagna continentale", ha spiegato Alonso.

Vulnerabilità vs. residenza

I rappresentanti degli inquilini non sono d'accordo e insistono sul fatto che l'assegnazione degli alloggi dovrebbe essere prioritaria in base alla vulnerabilità della persona piuttosto che alla durata della sua residenza sulle isole.

Pili Puyi, del sindacato degli inquilini, sostiene che il provvedimento potrebbe escludere le persone che si trovano in gravi difficoltà economiche.

Si chiede se sia giusto escludere dagli aiuti per l'alloggio una persona che vive nelle Isole Canarie da pochi anni ma si trova in gravi difficoltà economiche, mentre chi risiede da più tempo ma ha meno necessità ne ha diritto.

Possibili contestazioni legali

Sebbene Alonso riconosca che la soglia dei 12 anni sia in definitiva una scelta politica soggettiva, gli attivisti per il diritto all'abitazione affermano che la norma potrebbe essere contestata in tribunale se in conflitto con i principi costituzionali.

Gli attivisti insistono sul fatto che il diritto all'abitazione dovrebbe essere affrontato ampliando l'offerta di alloggi pubblici e regolamentando il mercato immobiliare.

Il dibattito mette in luce la crescente tensione tra la tutela delle risorse limitate dell'arcipelago e la necessità di garantire pari accesso all'alloggio per tutti i residenti.

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